giovedì 5 gennaio 2012

Sensore CCD o sensore CMOS?

Fino ad oggi quanti di voi si sono chiesti: “scelgo una macchina con sensore CCD o sensore CMOS?” E, come l’asino di buridano, hanno impiegato mesi prima di effettuare con cura la loro scelta. Tanti però oggi ringraziano d’aver ignorato le cavillose specifiche tecniche lasciandosi andare ad una scelta di petto basata solo ed esclusivamente sulle proprie esigenze.

Le due tecnologie, infatti, non sono semplici da mettere a confronto a causa delle fuorvianti politiche delle case produttrici che, esclusivamente per questioni di carattere commerciale,tendono a mettere in risalto i vantaggi di una e dell’altra tecnologia dimenticando le esigenze “reali” del consumatore. I sensori CCD (charge coupled device) e CMOS (complementary metal oxide semiconductor), sono due tecnologie oggettivamente diverse ma non per questo inferiori l’una all’altra. Entrambe le tecnologie, infatti, convertono la luce in carica elettrica che viene poi processata come segnale elettrico uno analogico e l’altro digitale.

Mentre il sensore CCD trasferisce ogni carica del pixel su di un numero limitato di nodi per poi essere convertito in un valore di tensione e memorizzato nella macchina in analogico, il sensore CMOS invece integra in sé l’amplificatore di segnale, il correttore di rumore ed uno specifico circuito che consente ad ogni pixel ad una specifica conversione di carica in digitale. Fino ad oggi il CCD ha offerto ottime prestazioni in settori dove era richiesta un’elevata qualità d’ immagine, mentre il sensore CMOS è stato maggiormente apprezzato da chi desidera basso consumo e dimensioni ridotte.


fonte: www.fotografia30.it

sabato 29 ottobre 2011

Intervista a Francesco Jodice

Introduzione e intervista di Dino del Vescovo
Dal Lucca Photo Fest 2011, per il quale riceve il premio “Nikon TAF per la Fotografia Italiana”, al Museo Del Prado di Madrid. Sono queste le cornici di fama internazionale su cui possono contare i lavori di Francesco Jodice, fotografo e artista di origini napoletane specializzato nel raccontare contesti e paesaggi sociali attraverso immagini, video e scrittura. La sua natura di fotografo è piuttosto insolita, tanto quanto nette sono le sue posizioni nell'interpretare il ruolo dell'artista contemporaneo e le idee alla base dei suoi lavori.
Dal banco ottico alla ripresa video, passando per la macchina a pellicola usa e getta e la fotografia tramite cellulare, Francesco Jodice prova interesse per qualsiasi forma di espressione, svelando però una decisa avversione per la fotografia di reportage, considerata uno dei più grandi equivoci ed errati punti di vista dei nostri tempi. Ama profondamente la lettura, i saggi in particolare, e si definisce un divoratore insaziabile di materiale culturale video e videoludico, in particolare di serie televisive straniere e di videogiochi di qualità. Alcuni di questi, soprattutto se con una vera e propria storia al loro interno, li definisce veri e propri romanzi. Colleziona fumetti della Marvell e, se potesse, giocherebbe a calcio più di quanto i suoi impegni non gli consentano. Tifa Inter, fa nuoto, viaggia ed esplora continuamente le città.

giovedì 6 ottobre 2011

Solarizzazione (fotografia)

Con il termine solarizzazione ci si riferisce a due distinti fenomeni fotografici.

La solarizzazione propriamente detta è un'inversione tonale che si manifesta durante lo sviluppo di materiale sensibile che è stato soggetto a una sovraesposizione esasperata (almeno mille volte quella corretta). Alcune zone del negativo (appunto quelle solarizzate) risultano perciò, dopo lo sviluppo, positive. Nella stampa avviene ovviamente il contrario: le zone solarizzate risultano negative. La solarizzazione, che fu chiamata così dai dagherrotipisti, dal momento che solo la luce del sole poteva produrla, è praticamente impossibile da ottenere con i materiali sensibili attuali, salvo in situazioni particolari, come ad esempio lunghe esposizioni notturne di zone scarsamente illuminate, ma con alcuni punti luminosissimi (ad esempio lampioni stradali).

giovedì 22 settembre 2011

Nikon 1: l’alba di una nuova era

Ecco il nuovo, rivoluzionario sistema fotografico Nikon 1: il più veloce, piccolo e leggero al mondo.

Da oggi, grazie a Nikon, la fotografia non sarà mai più la stessa. Nital S.p.A. è, infatti, lieta di presentare un nuovo e rivoluzionario sistema fotografico: Nikon 1.
Nikon 1 stabilisce un nuovo punto di riferimento per velocità, precisione, innovazione e portabilità. Con il sistema autofocus e lo scatto continuo più rapidi al mondo, oltre a modalità di ripresa innovative, agli obiettivi 1 NIKKOR di straordinaria compattezza e agli accessori, la gamma Nikon 1 ridefinisce ciò che un sistema di fotocamere digitali può fare.
Due i modelli che compongo la “nuova famiglia” di casa Nikon e che vengono oggi presentati: Nikon 1 J1 e Nikon 1 V1.
Questi innovativi apparecchi propongono, primi al mondo, diverse straordinarie funzionalità fotografiche, come la tecnologia di acquisizione immagini pre e post scatto, che rende possibili nuove e rivoluzionarie modalità di ripresa utili a realizzare splendide immagini in ogni condizione. Gli scatti di soggetti in movimento, come ad esempio i bambini, potranno essere effettuati con estrema facilità e, da oggi, sarà possibile ottenere, oltre a semplici e classiche immagini “statiche”, delle emozionanti fotografie dinamiche.

“Questo è l’annuncio più importante di Nikon dalla presentazione della nostra prima fotocamera digitale, avvenuto 14 anni fa”, ha affermato Takami Tsuchida, Presidente di Nikon Europe, “Con il lancio del sistema Nikon 1, introduciamo due sensazionali fotocamere a obiettivo intercambiabile dotate di una tecnologia rivoluzionaria. Oggi con Nikon 1 nasce un nuovo brand, che si affiancherà a COOLPIX e D-series, ma soprattutto una nuova categoria nel mercato della fotografia digitale, assolutamente innovativa e totalmente differente da quelle attualmente esistenti”
Nikon spiega che “i nostri ingegneri sono riusciti a integrare un processore e un sensore straordinariamente potenti nel corpo dal design minimalista ed elegante, della Nikon 1: chiunque, da questo momento, sarà in grado di realizzare scatti che non avrebbe mai ritenuto possibili. Non si tratta soltanto delle fotocamere più veloci al mondo, ma di esemplari con caratteristiche mai viste prima. Come, per esempio, le modalità di ripresa Motion Snapshot (Istantanea in movimento) e Smart Photo Selector (Selezione foto intelligente), che consentono di acquisire immagini in un modo davvero unico. E poi gli esclusivi obiettivi 1 NIKKOR, progettati tenendo in massima considerazione il concetto di portabilità abbinato alla necessità di elevata qualità, precisione e contrasto per la realizzazione di immagini e video.”
Il sistema Nikon 1, destinato a rivoluzionare il mercato, è stato progettato specificatamente per consentire ai fotografi di catturare alla perfezione ogni momento, combinando immagini e riprese di azioni in movimento. Grazie allo sviluppo della tecnologia all’avanguardia Nikon, nessun momento andrà mai più perso.

mercoledì 7 settembre 2011

La Thuile

Insieme ai centri di La Salle, Morgex, Pré Saint Didier e Courmayeur, La Thuile appartiene all’antica Vallis Digna, che costituisce il tratto terminale della Valle d’Aosta prima dell’ingresso in territorio francese attraverso il Colle del Piccolo San Bernardo. Oggi La Thuile è un rinomato e attrezzato centro turistico, ma non ha perso le sue caratteristiche di antico borgo montano, né la sua identità storica e geografica. Tutto, nel paese come nel paesaggio circostante, rimanda alla montagna e al territorio valdostano. Nel silenzio della natura, lungo le piste innevate, riecheggiano i passi dei contadini, le voci dei minatori, le preghiere dei monaci Mauriziani.     Anticamente le foreste di conifere facevano da contorno agli alpeggi e ai campi di segale e avena. Anche a La Thuile la vita veniva scandita dai tempi e dalle stagioni del raccolto.
Con la scoperta di giacimenti carboniferi anche il piccolo centro di La Thuile si trasformò in una cittadina mineraria. Tutto iniziò a ruotare intorno a questa importante attività che nel volgere di poco tempo divenne la principale risorsa economica.
Oggi la realtà è completamente diversa, mutata nel tempo. Lasciati i giacimenti carboniferi, La Thuile, con gli anni, si è trasformata in uno dei centri turistici più rinomati della Valle d'Aosta. Grande merito di questa realtà è stato quello di voler mantenere a tutti i costi una precisa identità di montagna.
In nome del turismo, La Thuile non si è fatta tentare da facili guadagni; è rimasta un borgo di montagna molto ben attrezzata, accogliente nelle sue forme, ma sempre ben ancorata alle sue origini.
In tale ottica la gente di La Thuile va ben fiera di appartenere con i centri di La Salle, Morgex, Pré Saint Didier e Courmayeur all'antica Vallis Digna che costituisce di fatto il tratto terminale della Valle d'Aosta prima dell'ingresso in territorio francese, e che è soprattutto un luogo di notevole rilevanza storica per le vicende di cui è stata testimone sin dai tempi di Augusto.
Sempre in tema storico, percorrendo la strada che porta al Piccolo San Bernardo è possibile incontrare il vecchio ospizio dei Monaci Mauriziani, oggi ristrutturato e adibito a centro culturale e di informazioni turistiche. Sempre al colle è possibile ammirare un maestoso chromlech celtico e una masio romana, in via di scavo.

lunedì 18 luglio 2011

Scuole - Fotografi in Sicilia

In Sicilia sta nascendo una riconoscibile “Scuola Siciliana” di fotografia? È un'ipotesi, che tende a essere dimostrata dalla mostra “a tesi” La nuova scuola di fotografia siciliana che dal 22 luglio al 2 ottobre sarà ospitata nella sede espositiva del Credito Siciliano di Acireale (e, in autunno, nella Galleria Gruppo Credito Valtellinese - Refettorio delle Stelline a Milano). Non solo perché nell'isola si sono formati e operano artisti oggi tra i maggiori in Italia, ma perché in loro, pur nella diversità e originalità di stili e poetiche, si possono individuare linee in qualche modo riconducibili a un medesimo, vitalissimo “terreno di coltura e di cultura”. La “Scuola” fa riferimento alle figure e al lavoro di tre fotografi siciliani - Carmelo Bongiorno, Carmelo Nicosia, Sandro Scalia - appartenenti alla generazione di autori nati in Sicilia fra il 1950 e il 1960 e nell'isola operanti. I tre ricoprono ruoli di docenza presso le accademie di Belle Arti di Catania (Bongiorno e Nicosia, che ne è preside) e Palermo (Scalia) e sono per questo, letteralmente, dei “capiscuola” in una disciplina a forte vocazione tecnica ma dagli spiccati accenti poetici.

giovedì 14 luglio 2011

AF-S DX Micro NIKKOR 40mm f/2.8G

Curioso per natura
E' stato presentato il nuovo obiettivo NIKKOR della categoria "macro", l’AF-S DX Micro NIKKOR 40mm f/2.8G, ideale per riprese ravvicinate. Progettata per catturare dettagli accuratissimi, questa nuova ottica vanta un rapporto di riproduzione 1:1, garanzia di immagini eccezionalmente realistiche. Strumento fantastico per riprendere particolari invisibili ad occhio nudo, questo obiettivo renderà più che soddisfatti gli appassionati di fotografia che desiderano scoprire il fascino delle immagini riprese a distanza ravvicinata.

lunedì 23 maggio 2011

Michel Comte, Crescendo Fotografico

La Triennale di Milano dal 10 maggio al 3 luglio, presenta Michel Comte. Crescendo fotografico, una grande mostra a cura di Walter Keller che ripercorre la carriera di uno dei più grandi fotografi di moda e ritrattisti contemporanei. Il percorso della mostra si snoda attraverso 87 immagini e 20 collage, ognuno composto da provini fotografici di vari rullini che permettono una visione estesa della complessità del lavoro di Comte, prima di arrivare allo scatto finale. La scelta delle immagini in mostra fornisce una dimensione più ampia del lavoro del fotografo: non solo le famose campagne pubblicitarie o i famosi nudi ma un Comte ritrattista in bianco e nero. Immagini come quelle che immortalano Jeremy Irons, Frank Zappa, Penelope Cruz, Giorgio Armani, per citarne alcune, rivelano una sensibilità e una capacità di introspezione meno conosciuta.

venerdì 29 aprile 2011

Che cos'è un grafico MTF dell'obiettivo e in che modo può essere letto?

Che cos'è un grafico MTF?
MTF è l'abbreviazione di Modulation Transfer Function (funzione di trasferimento della modulazione), ovvero un metodo utilizzato per valutare la prestazione di un obiettivo. Un grafico MTF raffigura il contrasto di un obiettivo dal centro ai bordi rispetto a un obiettivo ideale che trasferirebbe il 100% della luce che lo attraversa.

Il contrasto di un obiettivo è importante poiché è legato alla risoluzione dell'obiettivo. Quando si cerca di valutarne la qualità, il contrasto e la risoluzione sono fattori essenziali. Dal momento che le prove sulla risoluzione di un obiettivo tendono a essere più soggettive e dipendono da altri fattori, i grafici MTF sono il metodo più appropriato per analizzare la prestazione ottica e, di conseguenza, più utilizzati dai produttori di obiettivi, i quali per tracciare un grafico si affidano alle equazioni teoriche.